In cammino

Stamane sono uscita di casa per recarmi in studio, a piedi, come faccio spesso.

A metà del solito percorso si è accesa una lampadina: “ricordati di ricordare”. Spontaneamente ho rallentato l’andatura e ho iniziato ad osservare. I piedi nelle scarpe intanto, queste vecchie scarpe così comode che i piedi dentro ballano un po’.  Poi le mani, fredde perché l’aria è fredda e non ho voglia di mettere i guanti, sembra primavera!  Fredda è l’aria che respiro e lo sento nelle narici. I piedi ballano, le mani sono fredde e la spalla che regge la borsa è tesa, tanto che a tratti cambio e porto la borsa giù. E’ tutto così normale e solito ma straordinario perché lo sto annotando con attenzione e perché so che questo istante non si ripeterà più. Mi guardo intorno con curiosità e osservo i passanti e tutto intorno. E’ presto,  il cielo è terso, il sole brilla, che luce limpida… Poca gente per essere il centro della città, una mamma mi colpisce perché gioca con il suo bambino seduto sul passeggino davanti a lei ed entrambi sorridono. Mi accorgo di com’è diverso camminare così, ogni dettaglio su cui porto la mia attenzione, tutta la mia attenzione, mi sembra speciale e unico. Mi sento come quel bambino che mentre cammina dando la mano  alla sua mamma incrocia un cane e lo osserva e continua ad osservarlo anche quando lo supera, si volta indietro e la mamma lo tira… occorre tempo per osservare qualunque cosa, prima di lasciarla andare! Ora mi verrebbe da guardare l’ora, lo faccio ogni tanto, meccanicamente, mentre vado, per controllare di essere puntuale, ma oggi no, registro l’impulso e mi dico che non mi serve sapere l’ora, sto andando e non intendo accelerare, ma continuare a godermi i miei passi lenti e consapevoli.

Naturalmente sono arrivata perfettamente in orario e mi sembra di avere fatto delle buone sedute.